Dacia Maraini intervista Natalia Ginzburg


Tratto da: E tu chi eri?

D. Ripensi con piacere alla tua infanzia?
R. Ci penso poco. Ma quando ci penso, lo faccio con piacere.

D. Hai avuto un’infanzia felice?
R. In un certo senso sì. La cosa che più mi tormentava era la sensazione di essere poco amata in famiglia. Mi ricordo che inventavo le malattie per attirare l’attenzione su di me. Volevo stare male e invece stavo sempre bene.

D. In che rapporti eri con i tuoi?
R. Avevo un padre severo che faceva delle tremende sfuriate. Poi c’erano le liti fra me e i miei fratelli. Le liti fra mio padre e mia madre. (...)


D. Com’eri da bambina? Che carattere avevi?
R. Ero abbastanza allegra, ma non molto vivace, non molto loquace.

D. Eri una bambina chiusa?
R. Sì. (...)

D. Hai sempre vissuto a Torino durante l’infanzia?
R. No. Sono nata a Palermo. Ma di Palermo non ricordo niente. Sono andata via che avevo tre anni. I miei ricordi risalgono ai sette anni. (...)

D. Ti piaceva andare a scuola?
R. No. Proprio l’anno che sono andata a scuola sono cominciate le mie malinconie. Sentivo che le altre ragazze erano amiche fra loro. Mi sentivo esclusa. (...)
Mio padre aveva l’idea che a scuola si prendonono le malattie, mi faceva venire delle maestre in casa. Sono andata a scuola per la prima volta a undici anni.

D. Ti piaceva studiare?
R. No. Studiavo male. L’aritmetica per esempio non la capivo per niente.
Ero brava in italiano. Facevo dei temi lunghi e molto accurati.

D. Cos’è che ti faceva soffrire di più nella scuola?
R. La noia. Mi ricordo una noia mortale. (...)

D. Quando non studiavi, cosa facevi? Dello sport?
R. No, odiavo lo sport. Mio padre mi costringeva a fare le scalate in montagna.
Io ci andavo, ma a denti stretti. Ho finito con l’odiare ogni tipo di sport.

D. E allora cosa facevi?
R. Scrivevo. Fino a diciassette anni ho scritto poesie, poi racconti.

D. Non andavi mai al cinema, a ballare?
R. Sì, andavo alle festicciole da ballo in casa di amici.
Ballavo male, ma mi divertivo. In fondo preferivo stare a casa a leggere.

D. Cosa leggevi?
R. Romanzi.

D. Quali sono i primi romanzi che hai letto?
R. I romanzi russi: Dostoevskij, Tolstoj, (...).

D. Cosa pensavi di fare da grande?
R. La scrittrice. Oppure il medico. Volevo fare tutte e due le cose. (...).  

da “E tu chi eri? Dacia Maraini, Bompiani, 1973


Grazie a Natalia Ginzburg, a Bompiani editore e a Dacia Maraini.


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