LA SUONATRICE DI CHITARRA

LA SUONATRICE DI CHITARRA  - Tratto da "Lessico famigliare"   di Natalia Ginzburg  – Einaudi Editore

Natalia Ginzburg con P.P. Pasolini e Giorgio Bassani
Mio padre, non solo non amava la musica, ma la odiava: odiava ogni specie di strumento che producesse musica, si trattasse d'un pianoforte, d'una fisarmonica o di un tamburo. Una volta io ero a Roma con lui, subito dopo la guerra, in un ristorante: entrò una donna a chiedere l'elemosina. 
Il cameriere fece l'atto di cacciarla via. Mio padre s'infuriò contro quel cameriere, urlò: - Le proibisco di cacciar via quella povera donna! La lasci stare! – 
Fece l'elemosina alla donna; e il cameriere, offeso e rabbioso, si ritrasse in un angolo, col suo tovagliolo sul braccio. La donna tirò fuori dal suo pastrano una chitarra, e cominciò a suonare. Mio padre, dopo un poco, prese a dar segni d'impazienza, i segni d'impazienza che lui dava a tavola: spostava il bicchiere, spostava il pane, spostava le posate, e si sbatteva il tovagliolo sulle ginocchia. 
La donna continuava a suonare, piegandosi su di lui con la sua chitarra, grata a lui che l'aveva protetta, e dalla chitarra partivano lunghi gemiti malinconici.Mio padre a un tratto esplose: - Basta con questa musica! Se ne vada! 
Io non sopporto di sentir suonare! - Ma quella continuava: e il cameriere, trionfante, taceva là nel suo angolo, immobile, contemplando la scena.

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