"I figli poltroni" - Racconto di Italo Calvino -

Tratto da "Ultimo viene il corvo"  ( 1949) . 



Al mattino di solito non esco, resto a girare per i corridoi con le mani in tasca, o riordino la biblioteca. Da tempo non compro più libri: ci vorrebbero troppi soldi e poi ho lasciato perdere troppe cose che m’interessavano e se mi ci rimettessi vorrei leggere tutto e non ne ho voglia. Ma continuo a riordinare quei pochi libri che ho nello scaffale: italiani, francesi, inglesi, o per argomento: storia, filosofia, romanzi, oppure tutti quelli rilegati insieme, e le belle edizioni, e quelli malandati da una parte. 

Mio fratello invece va al caffè Imperia a vedere giocare al biliardo. Non gioca perché non è capace: sta ore e ore a vedere i giocatori, a seguire la biglia negli effetti, nei rinterzi, fumando, senz’appassionarsi, senza scommettere perché non ha soldi. Alle volte gli danno da segnare i punti, ma spesso si distrae e sbaglia. Fa qualche piccolo commercio, quanto gli basta per comprarsi da fumare; da sei mesi ha fatto domanda per un posto nell’azienda dell’acquedotto che gli darebbe da mantenersi, ma non si dà da fare per averlo, tanto il mangiare per ora non gli manca. A pranzo mio fratello arriva tardi, e mangiamo zitti tutt’e due. I nostri genitori discutono sempre di spese e introiti e debiti, e di come fare a tirare avanti con due figli che non guadagnano, e nostro padre dice: - Vedete il vostro amico Costanzo, vedete il vostro amico Augusto -. Perché gli amici nostri non sono come noi: han fatto una società per la compravendita dei boschi da taglio e son sempre in giro che trafficano, e contrattano, anche con nostro padre, e guadagnano mucchi di soldi e presto avranno il camion. Sono degli imbroglioni e nostro padre lo sa: però gli piacerebbe vederci come loro, piuttosto che come siamo: - Il vostro amico Costanzo ha guadagnato tanto in quell’affare, - dice. - Vedete se potete mettervici anche voi -. Ma con noi i nostri amici vengono a spasso, ma affari non ce ne propongono: sanno che siamo fannulloni e buoni a nulla. Al pomeriggio mio fratello torna a dormire: non si sa come faccia a dormire tanto, pure dorme. Io vado al cinema: ci vado tutti i giorni, anche se ridanno dei film che ho già visto, così non faccio fatica a tener dietro alla storia.

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