Tratto da “Le piccole virtù” di Natalia Ginzburg (EINAUDI EDITORE)


Lui ha sempre caldo; io sempre freddo. D’estate, quando è veramente caldo, non fa che lamentarsi del gran caldo che ha. Si sdegna se vede che m’infilo, la sera, un golf.
Lui sa parlare bene alcune lingue; io non ne parlo bene nessuna. Lui riesce a parlare, in qualche suo modo, anche le lingue che non sa.
Lui ha un grande senso dell’orientamento; io nessuno. Nelle città straniere, dopo un  giorno, lui si muove leggero come una farfalla. Io mi sperdo nella mia propria città; devo chiedere indicazioni per ritornare alla mia propria casa.
Lui odia chiedere  indicazioni; quando andiamo per città sconosciute, in automobile, non vuole che chiediamo indicazioni e mi ordina di guardare la pianta topografica. Io non so guardare le piante topografiche, m’imbroglio su quei cerchiolini rossi, e si arrabbia.
Lui ama il teatro, la pinttura, e la musica: soprattutto la musica. Io non capisco niente di musica, m’importa poco della pittura e m’annoio a teatro. Amo e capisco una cosa sola al mondo, ed è la poesia.
Lui ama i musei, e io ci vado con sforzo, con uno spiacevole senso di dovere a fatica.
Lui ama le biblioteche, e io le odio.
Lui ama i viaggi, le città straniere sconosciute, i ristoranti. Io resterei sempre a casa, non mi muoverei mai. Lo seguo, tuttavia, in molti viaggi. Lo seguo nei musei, nelle chiese, all’opera. Lo seguo  anche ai concerti, e mi addormento.

Tutti e due amiamo il cinematografo, e siamo disposti a vedere, in qualsiasi momento della giornata, qualsiasi specie di film. Ma lui conosce la storia del cinematografo in ogni minimo particolare; ricorda registi e attori, anche i più antichi, da gran tempo dimenticati e scomparsi; ed è pronto a fare chilometri per andare a cercare, nelle più lontane periferie, vecchissimi film del tempo del muto, dove comparirà magari per  pochi secondi un attore caro alle sue più remote memorie d’infanzia. 

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